Si definisce locazione il contratto con il quale una parte detto locatore si obbliga a fare utilizzare ad un altro soggetto detto conduttore (o locatario) una cosa per un dato tempo, in cambio di un determinato corrispettivo (art. 1571 cod.civ.).
Sono d’obbligo la forma scritta e la registrazione.
Tabella dei principali contratti di locazione abitativa
| Tipologia | Durata | Canone | Cedolare secca | Disdetta / recesso | Principali vantaggi fiscali |
| 4 + 4 – Canone libero | 4 anni + rinnovo di 4 | Libero, determinato dalle parti | 21% | Il proprietario può negare il rinnovo alla prima scadenza solo per i motivi previsti dalla legge, con preavviso generalmente di 6 mesi. Il conduttore può recedere per gravi motivi con almeno 6 mesi di preavviso, salvo diversa previsione contrattuale. | Cedolare 21%; se non si opta per cedolare, tassazione ordinaria IRPEF e relative addizionali; imposta di registro e bollo secondo regime ordinario. |
| 3 + 2 – Canone concordato | 3 anni + proroga di 2 | Calcolato secondo l’accordo territoriale | 10%, se ricorrono i requisiti | Alla prima scadenza il proprietario può negare il rinnovo solo per i motivi previsti dalla legge, con preavviso generalmente di 6 mesi. Il conduttore può recedere per gravi motivi con almeno 6 mesi, salvo diverso termine concordato. | Cedolare 10%; ulteriori agevolazioni fiscali possono spettare secondo le condizioni previste dalla normativa. |
| Transitorio | Da 1 a 18 mesi | Generalmente secondo accordo territoriale nei casi previsti | 21% oppure 10% se il contratto rientra nei casi agevolati di canone concordato | Non è un normale contratto rinnovabile: alla scadenza prevista termina, purché siano rispettati i requisiti della transitorietà. | Possibile cedolare; il 10% è applicabile quando ricorrono i presupposti del canone concordato. |
| Studenti universitari | Da 6 mesi a 3 anni | Secondo accordo territoriale | 10%, se ricorrono i requisiti | Rinnovabile alla prima scadenza; lo studente può dare disdetta con preavviso da 1 a 3 mesi, secondo quanto previsto dal contratto/modello applicabile. | Cedolare 10%; regime a canone concordato e relative agevolazioni previste dalla normativa |
Per le locazioni ad uso non abitativo la disciplina è diversa da quella abitativa. La regola generale è la Legge 392/1978, soprattutto per attività commerciali, artigianali, industriali e professionali.
Contratti di locazione non abitativa
| Tipologia | Durata minima | Canone | Cedolare secca | Recesso del conduttore | Indennità per perdita dell’avviamento |
| Attività commerciali / artigianali | 6 + 6 anni | Libero | No, in via ordinaria | Per gravi motivi, con preavviso di almeno 6 mesi, salvo diverso termine contrattuale | Generalmente sì, se ricorrono i presupposti |
| Attività alberghiere / assimilate | 9 + 9 anni | Libero | No, in via ordinaria | Per gravi motivi, con preavviso di almeno 6 mesi, salvo diverso termine | Generalmente sì, se ricorrono i presupposti |
| Attività professionali | Generalmente 6 + 6 anni | Libero | No, in via ordinaria | Secondo quanto previsto dal contratto e dalla legge | Dipende dall’attività e dai presupposti; non è automatica |
| Uso diverso particolare | Da verificare in base all’attività | Libero | Generalmente no | Da verificare in base al contratto e alla disciplina applicabile | Dipende dalla tipologia di Attività |
TASSAZIONE REDDITI DA LOCAZIONE
Il locatore può scegliere tra due regimi di tassazione del reddito ottenuto affittando l’immobile come abitazione:
- Regime ordinario: i canoni sono sommati a tutti gli altri redditi e tassati in relazione all’aliquota dello scaglione IRPEF in cui rientra. Alla registrazione del contratto paga imposta di registro (2% con un minimo di euro 67,00) e imposta di bollo.
- Cedolare secca: sul canone si applica un’aliquota fissa a seconda che si tratti di canone di locazione libero (21%) oppure concordato (10%); non paga IRPEF e relative addizionali, né l’imposta di registro dovuta per la registrazione del contratto né l’imposta di bollo; non può pretendere l’adeguamento ISTAT del canone per tutta la durata del contratto e deve informare – con raccomandata – l’inquilino dell’intenzione di ricorrere al regime non ordinario. Per l’inquilino, questa opzione si traduce in due vantaggi: certezza che il canone non aumenti e risparmio sull’imposta di registro che non versa.
APE e locazione: cosa deve fare il proprietario
La disciplina deriva principalmente dall’art. 6 del D.Lgs. 192/2005, modificato dal D.L. 145/2013. La norma stabilisce che nei nuovi contratti di locazione soggetti a registrazione deve essere inserita la clausola con cui il conduttore dichiara di aver ricevuto le informazioni e la documentazione energetica; per la locazione di singole unità immobiliari, invece, la copia dell’APE non deve essere necessariamente allegata al contratto.
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